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CONTRIBUZIONE PER AGENTI ITALIANI CHE OPERANO ALL’ESTERO:PER CHI E’ OBBLIGATORIA.

Il Ministero del Lavoro ha chiarito i dubbi, a seguito di interpello, circa l’obbligo di contribuzione (o di apertura di una posizione contributiva) per un agente italiano che opera all’estero.

La disamina del Ministero, che è possibile scaricare in fondo alla pagina, prende in considerazione sia il Regolamento della Fondazione Enasarco sia la normativa comunitaria.Nel particolare l’art. 12 del regolamento 833/04 comunitario stabilisce che gli agenti che operano abitualmente in Italia e si recano all’estero per svolgere un’attività analoga per un massimo di 24 mesi sono soggetti alla legislazione del primo Stato membro, ossia all’Enasarco.

Semplificando l’obbligo di iscrizione e/o versamenti contributi è dovuta da :

- Agenti che operano sul territorio italiano in nome e per conto di preponenti italiani o stranieri che abbiano la sede o qualsiasi dipendenza in Italia;

- Agenti  italiani o stranieri  che  operano  in Italia in  nome e/o  per conto di  preponenti italiani o stranieri anchese privi di sede o dipendenza in Italia;

- Agenti che risiedono in Italia ma in Italia hanno il proprio centro di interessi;

- Agenti che non risiedono in Italia ma in Italia hanno il proprio centro d’interessi;

- Agenti che operano abitualmente in Italia e si recano a svolgere  attività  esclusivamente all’estero se la durata di tale attività non supera 24 mesi.

 

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